Alessandro Mirri

L'esperienza di una vita per il bene comune

Peccato! Ancora una volta i Vescovi sono censurati

E’ di questi giorni il comunicato firmato da tutti i Vescovi dell’ Emilia – Romagna indirizzato ai fedeli delle loro comunità in vista delle elezioni regionali di fine marzo. Ma come capita sovente in questi casi, quando cioè i Vescovi si esprimono su certe questioni, i nostri giornali (con la lodevole eccezione dell’ Avvenire ) non hanno ritenuto opportuno darne adeguata comunicazione e della cosa non mi stupisco affatto.

Su cosa scrivono in Vescovi che tanto da fastidio? Invitano i credenti a riflettere sul prossimo voto amministrativo a partire da quanto la “Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato, e che l’attuale Pontefice Benedetto XVI ha mirabilmente sintetizzato nell’espressione ‹‹valori non negoziabili››”: difesa della dignità della persona umana, sacralità della vita fin dal suo concepimento fino alla morte naturale, libertà religiosa, libertà di educazione, sacralità della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna responsabilmente aperta alla paternità e alla maternità, libertà di intrapresa in funzione del bene della persona e del bene comune, il diritto ad un lavoro dignitoso, l’accoglienza ai migranti, lo sviluppo della giustizia, la promozione della pace, il rispetto del creato.

I Vescovi affermano che  “ la Chiesa non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica […] mantenersi assolutamente estranea a qualsiasi partito o schieramento politico […] ma ( e qui sta il punto ) ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione quali valori umani fondamentali sono in questione, e giudicare quale parte politica […] dia maggior affidamento per la loro difesa e promozione”.

Allora come credente e come cattolico mi faccio alcune domande.

Può in tutta coscienza un cattolico esprimere il proprio voto a favore di una parte politica che nella nostra regione ha recentemente votato un provvedimento che equipara le coppie gay alla famiglia naturale?

Con quale coerenza si potrà esprimere il proprio sostegno a quel partito che della famiglia e della vita ne fa la sua bandiera e poi sceglie di allearsi in Piemonte con il governatore Bresso senza pregiudizio alcuno apertamente schierata a favore dell’ aborto?

E ancora, si possono sostenere coalizioni regionali che propagandano l’uso della pillola abortiva RU486 in palese inosservanza della legge 194?

Quanto poi alla libertà di educazione, quale libertà si riconosce alla famiglia nella scelta della scuola per i figli? Si può liberamente votare per quella parte politica che non riconosce questo diritto attraverso una legislazione regionale adeguata?

Si può votare per quanti riconoscono all’immigrato solo diritti scordando sempre i doveri nella insensata speranza di ottenerne poi il sostegno elettorale?

Le indicazioni dei nostri Vescovi al di là della comprensibile prudenza sono assolutamente chiare e non possono essere in alcun modo interpretate.

Alessandro MIRRI

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