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	<title>Alessandro Mirri</title>
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	<description>L&#039;esperienza di una vita per il bene comune</description>
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		<title>A prposito dell&#8217;assistenza agli anziani</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 17:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Al Presidente del Consiglio Comunale di Imola
All’ Assessore competente del Comune di Imola
Imola 27 maggio 2010
Oggetto: Interrogazione con risposta scritta
Premesso che

-       tra i compiti dell’ AUSL rientrano quelli della monitorizzazione delle strutture assistenziali per anziani dislocate nel territorio del circondario imolese e quindi nel territorio del Comune di Imola
-       è compito dell’ AUSL assicurare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p>Al Presidente del Consiglio Comunale di Imola</p>
<p>All’ Assessore competente del Comune di Imola</p>
<p>Imola 27 maggio 2010</p>
<p><strong>Oggetto: Interrogazione con risposta scritta</strong></p>
<p align="center">Premesso che</p>
<p align="center">
<p>-       tra i compiti dell’ AUSL rientrano quelli della monitorizzazione delle strutture assistenziali per anziani dislocate nel territorio del circondario imolese e quindi nel territorio del Comune di Imola</p>
<p>-       è compito dell’ AUSL assicurare che venga effettuata una corretta gestione di queste strutture con lo scopo principale di garantire agli ospiti  condizioni di vita rispettose della loro dignità umana</p>
<p>-       tra le funzioni in carico all’ AUSL rientrano anche quelle di verificare la corretta applicazione delle gestioni infermieristica, fisioterapica e medica</p>
<p>-       le verifiche effettuate dopo il 16 dicembre 2009 dagli ispettori AUSL incaricati, hanno evidenziato situazioni particolarmente critiche, tali da non garantire la corretta assistenza degli ospiti delle strutture</p>
<p align="center">si interroga con risposta scritta codesta Amministrazione per essere informati in merito a:</p>
<p align="center">
<ol>
<li>corrisponde al vero      che nelle strutture Assistenziali, private e/o pubbliche, per Anziani del Comune di Imola risulta      carente l’igiene ambientale e strumentale?</li>
<li>corrisponde al vero      che manca o comunque è inadeguata l’informazione agli operatori      socio-sanitari in merito al rispetto delle norme igieniche sia ambientali      che strumentali?</li>
<li>corrisponde al vero      che in dette strutture sia carente la pianificazione infermieristica e/o      che venga svolta da personale non abilitato?</li>
<li>corrisponde al vero      che manca od è carente il protocollo di tenuta dei medicinali con      particolare riguardo agli stupefacenti?</li>
<li>corrisponde al vero      che il personale addetto  è      insufficiente a garantire un minimo di assistenza dignitosa agli ospiti?</li>
</ol>
<p>Alessandro Mirri</p>
<p>Popolo della Libertà</p>
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		<title>Commento alla proposta del Vescovo di aprire un Liceo a Imola</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 07:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chi sono]]></category>
		<category><![CDATA[Ghirelli]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo classico]]></category>
		<category><![CDATA[Vescovo di Imola]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregio direttore,
niente di nuovo sotto il sole mi verrebbe da dire a leggere le scomposte reazioni della sinistra comunista imolese nonché dell’assessore competente a proposito dell’ipotesi che a Imola prenda il via un Liceo privato sponsorizzato dal nostro Vescovo.
Il problema denunciato non è tanto sulla “sostanza” dell’ipotesi ma sempre e soltanto ancorato allo stantio ritornello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio direttore,</p>
<p>niente di nuovo sotto il sole mi verrebbe da dire a leggere le scomposte reazioni della sinistra comunista imolese nonché dell’assessore competente a proposito dell’ipotesi che a Imola prenda il via un Liceo privato sponsorizzato dal nostro Vescovo.</p>
<p>Il problema denunciato non è tanto sulla “sostanza” dell’ipotesi ma sempre e soltanto ancorato allo stantio ritornello che la “cosa” non abbia oneri per lo Stato. Quasi che le migliaia di scuole nate nei decenni per il quasi esclusivo merito del mondo cattolico abbiano chiesto soldi allo Stato. E quei pochi euro che oggi l’ente pubblico, sia esso Stato o Comune, spende per le scuole paritarie è ben poca cosa rispetto a quanto codesti spendono per ogni ragazzo nella scuola statale o comunale(600 euro contro una media di 6500). Basterebbe dirottare un minimo di risorse in più alle paritarie per risolvere una volta per tutte l’annoso problema della carenza di risorse che tanto affliggono il mondo scolastico. Troppo semplice chiudere la partita  nascondendosi dietro una parte del tutto interpretabile di un articolo della nostra costituzione repubblicana. Il vero problema col quale dovremmo imparare a confrontarci è sul perché un certo mondo sente il bisogno di aprire una scuola. E se questo desiderio esiste vuol dire che la proposta della scuola statale non è ritenuta sufficiente a garantire ai ragazzi quel livello educativo che le loro famiglie ritengono necessario.</p>
<p>Si fa un gran parlare dell’inadeguatezza della scuola italiana, ci si scaglia con veemenza contro chiunque tenti di introdurre dei correttivi che permettono di recuperare almeno parte del distacco con le parallele realtà degli altri paesi europei, e poi, quando si tenta di dare una scossa scatta la reazione.</p>
<p>La vera preoccupazione malamente dissimulata dei contestatori sinistrorsi non è tanto sul livello educativo vero scopo della scuola ma su quello occupazionale. Da sempre la scuola è stata una sorta di ufficio di collocamento dove pletore di persone hanno trovato alloggio e questo è facilmente verificabile da un semplice dato: quasi il 97% delle risorse disponibili per l’universo scuola che non sono poche, vanno per pagare stipendi. Con quel che resta si deve fare tutto il resto.</p>
<p>C’è da sempre una sano principio che impone alle attività in qualsiasi campo di essere sempre stimolate al miglioramento, questo principio si chiama concorrenza. Il timore  diffuso tra chi contesta ogni ipotesi di scuola diversa  è che le scuole statali non siano in grado di reggere la concorrenza ad armi pari con altre realtà e che a pagarne il prezzo siano gli insegnati di Stato i quali quasi sempre contano molto di più degli stessi alunni.</p>
<p>Se nasce e cresce anche nel mondo della scuola la concorrenza sono certo che ne trarranno beneficio tutte le strutture scolastiche statali, paritarie e private in quanto obbligate a fornire alle utenze il meglio. Temo che questo sia il vero scoglio che preoccupa i difensori ad oltranza della scuola statale altro che i soldi di tutti siano dirottati su realtà cosiddette private.</p>
<p>Alessandro Mirri</p>
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		<title>Educare: una responsabilità, un compito, una gioia a Imola</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 09:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera il Card. Carlo cafarra a Imola ha tenuto una lezione sul tema dell&#8217;educazione.

Il Vs. Ecc.mo Vescovo mi ha chiesto di sottoporre alla vostra riflessione alcune considerazioni che prendono spunto dalla Carta formativa della Scuola cattolica dell’Infanzia, un documento che ho pubblicato nel settembre scorso.
1. Essenzialmente il rapporto educativo è un rapporto fra un’autorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera il Card. Carlo cafarra a Imola ha tenuto una lezione sul tema dell&#8217;educazione.</p>
<h2></h2>
<p>Il Vs. Ecc.mo Vescovo mi ha chiesto di sottoporre alla vostra riflessione alcune considerazioni che prendono spunto dalla <em>Carta formativa della Scuola cattolica dell’Infanzia</em>, un documento che ho pubblicato nel settembre scorso.</p>
<p>1. Essenzialmente il rapporto educativo è un rapporto fra un’autorità ed una libertà.<br />
Il contenuto di questo rapporto è costituito dall’offerta di una proposta di vita fatta dalla persona autorevole alla persona in formazione.<br />
Che cosa si intende per «proposta di vita»? Se paragoniamo la vita alla costruzione di un edificio, ciò che è il progetto per l’edificio è la «proposta di vita» [che costituisce il contenuto del rapporto educativo] per la persona educanda.<br />
In queste semplici osservazioni è racchiuso tutto: il compito, la responsabilità, la gioia di educare. Ma anche i gravi problemi.</p>
<p>2. Esistono alcuni presupposti che implicitamente o esplicitamente devono essere ammessi dall’educatore, altrimenti la relazione educativa non può neppure essere istituita, o rischia comunque di isterilirsi.<br />
→ La libertà ed il suo esercizio non è un assoluto al di sopra del quale e prima del quale non esiste nulla. Mi spiego con un esempio molto semplice. Hitler e Madre Teresa hanno vissuto secondo un progetto esistenziale liberamente scelto e realizzato. Sono sicuro che nessuno di voi però pensa che sia la vita di Hitler che la vita di Madre Teresa meritano lo stesso giudizio, dal momento che ambedue erano liberamente vissute.<br />
L’esempio ci fa capire una cosa di fondamentale importanza. Esistono progetti di vita buoni e progetti di vita cattivi. O – il che equivale – esiste <em>una verità circa ciò che è bene e ciò che è male</em>, che precede l’esercizio della nostra libertà e in base alla quale esso è giudicato.<br />
Perché una persona si assume il compito e la responsabilità di fare ad un’altra una precisa proposta di vita? Perché  ritiene che questa proposta sia vera: dica cioè la verità circa ciò che è il bene e il male della persona. Ed anche perché ritiene che l’altro possa <em>sbagliarsi nel progettare</em> la sua vita: siamo al secondo presupposto.<br />
→ La persona umana nasce avendo nel cuore un desiderio illimitato di beatitudine, e in questo desiderio di beatitudine la mano creatrice di Dio ha seminato una inestinguibile sete di verità e di bontà. La persona umana, quando giunge nel mondo, è come una grande promessa che può essere realizzata e può essere delusa. Non può essere lasciata a se stessa: ha bisogno di essere, e chiede di essere aiutata a realizzarsi nella verità e nel bene. L’atto educativo nasce dalla condivisione del  destino dell’altro. Non una condivisione qualsiasi, ma che  si concretizza precisamente nell’indicazione della via che porta alla beatitudine.<br />
→ Tutto questo comporta da parte dell’educatore una visione della persona umana; l’educatore deve saper rispondere alla domanda: <em>chi è l’uomo?</em> Il rapporto educativo si radica sempre in un’antropologia.</p>
<p>3. A questo punto abbiamo tutti gli elementi per definire il rapporto educativo dal punto di vista della fede cristiana.<br />
Esso si istituisce quando l’educatore fa alla persona educanda la proposta <em>cristiana</em> della vita. È fondamentale capire che cosa significa «proposta cristiana della vita».<br />
Gli storici dell’arte cristiana ci dicono che sui più antichi sarcofagi Cristo era spesso raffigurato sotto la figura del filosofo e del pastore. Tralasciamo la considerazione della seconda raffigurazione, e riflettiamo sulla prima.<br />
Nell’antichità, filosofo era colui che insegnava «l’arte di essere uomo in modo retto – l’arte di vivere e morire». Raffigurando Cristo come filosofo, i nostri fratelli di fede volevano dirci: «Egli ci dice chi in realtà è l’uomo e che cosa egli deve fare per essere veramente uomo. Egli ci indica la via e questa via è la verità» [Benedetto XVI, Lett. Enc. <em>Spe salvi</em> 6].<br />
La proposta cristiana della vita è l’indicazione di come realizzare la nostra umanità secondo la via indicataci da Cristo e sempre presente nella Tradizione della Chiesa.<br />
Due precisazioni importanti. La proposta cristiana non si aggiunge estrinsecamente alla realizzazione della nostra umanità, ma è la modalità della perfetta realizzazione della medesima. Quando poi si parla di “vita umana” si intende tutto ciò che concretamente costituisce la trama della nostra vita quotidiana. L’educazione dunque cristiana si definisce in riferimento alla proposta di vita propria della visione cristiana [cfr. art. 2 della <em>Carta formativa</em>].<br />
Possono sorgere dentro di noi a questo punto due difficoltà nei confronti della definizione cristiana di educazione.<br />
<em>La prima</em>: in un contesto sempre più pluralistico, anche dal punto di vista religioso, non è contrario ad una pacifica convivenza sociale educare la persona ad una forte identità? Questa difficoltà fa parte oggi del comune sentire, e sembra essere come una specie di dogma indiscutibile. In realtà è profondamente disumana e disumanizzante. Per varie ragioni. Ne accenno alcune.<br />
Essa parte da una visione astratta della persona umana, cioè falsa. Ogni persona umana nasce all’interno di una cultura e di una tradizione. Realizza cioè la comune umanità nella molteplice diversità delle culture. La convivenza fra varie persone non si ottiene azzerando le diversità, credendo in questo modo di raggiungere la natura umana “pulita” da ogni incrostazione storica. Sarebbe come se, partendo dal fatto che di ogni uomo è proprio il linguaggio, si ritenesse che esista una sola lingua uguale per tutti.<br />
Poiché è questa una visione astratta, non reale, ideologica, c’è un solo modo per proporla: imporla per legge. [cfr. il tentativo di una Costituzione Europea]. Pensare di creare comunione interpersonale, vera convivenza mediante le regole, è un’illusione. Se non altro perché non esiste regola capace di far rispettare le regole.<br />
<em>La seconda difficoltà</em>: educare nel modo suddetto non è contro la libertà della persona? Anche questa idea che vede l’educazione e la libertà come due grandezze confliggenti è oggi comune, ma va rifiutata.<br />
La libertà umana non è della stessa natura della spontaneità animale. La libertà umana è un auto-determinarsi, e quindi un scegliere in base alla conoscenza di ciò che scelgo. È la verità circa il bene e il male la radice della libertà. Il pensare che la libertà della persona possa nascere come per generazione spontanea da un terreno incolto, e che pertanto vada evitata ogni coltivazione della persona, è ignorare completamente i grandi dinamismi dello spirito.</p>
<p>4. Che cosa muove una persona ad interessarsi del bene di un’altra nel modo proprio dell’educazione? Nulla, se non volere il bene del persona bisognosa di educazione. Cioè: l’amore per essa. L’atto educativo è sempre frutto di amore: “un affare del cuore”, diceva S. Giovanni Bosco.<br />
Esiste in natura una condivisione originaria del destino, del bene dell’altro: la relazione genitori-figlio. È questa la ragione profonda per cui educare la persona è il compito e la responsabilità dei genitori. Altri possono avere compiti e responsabilità educative, ma solamente su delega dei genitori. E pertanto sono da considerarsi non sostituti, ma cooperatori dei genitori medesimi.<br />
Esiste anche una condivisione del destino della persona che è propria della Chiesa. Gesù dice, prima di lasciare visibilmente questo mondo: «Andate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» [Mt 28,19-20a]. È mediante la Chiesa che Cristo realizza la sua opera redentiva. In questa prospettiva anche la Chiesa ha un compito ed una responsabilità educativa propria ed originaria. Ma essa è di natura diversa di quella della famiglia.<br />
Solo se il genitore intende educare nella fede cristiana il proprio figlio, deve chiedere alla Chiesa – non ad altri – di collaborare e di aiutarlo. La Chiesa, infatti, da quando esiste ha educato; ha pensato e vissuto la propria missione come missione educativa. Ed uno degli strumenti fondamentali di cui si è ben presto dotata, è stata la scuola. Impedire alla Chiesa di educare è impedire alla Chiesa di esistere.<br />
Anche lo Stato ha una responsabilità. Ma è di natura completamente diversa. Esso non ha, non deve e non può avere un compito ed una responsabilità educativa: sarebbe la dittatura. È accaduto storicamente. Lo Stato ha solo un ruolo sussidiario: favorire l’esercizio della libertà educativa dei genitori, e la libera proposta educativa. Esso deve intervenire in “prima persona” solo quando e solo dove diventa necessario per tutelare il diritto delle giovani generazioni ad essere educate.</p>
<p>5. Da che cosa oggi l’opera educativa è insidiata, e quindi su che cosa chi ha responsabilità educativa deve vigilare?<br />
<em>In primo luogo</em> deve vigilare che non entri nei luoghi dell’educazione la falsa visione della persona umana che confonde libertà e spontaneità: la spontaneità può essere solo regolamentata; la libertà può essere educata.<br />
<em>In secondo luogo</em> deve vigilare che non sia distrutto il principio di autorità, senza del quale ogni opera educativa è destinata al fallimento. Il rapporto educativo non è fra uguali. L’educatore ha una sua propria autorità che consiste: a) nel fare una precisa proposta di vita; b) nel documentarne la verità e la bontà mediante la testimonianza della vita. Si potrebbe anche dire che l’autorità propria dell’educatore ha la caratteristica propria della testimonianza.<br />
<em>In terzo luogo</em> deve vigilare sul non ridurre l’educazione alla formazione, al <em>know-how</em> come di dice oggi. È una modalità di vita che è trasmessa dall’educatore.</p>
<p>Termino con un riferimento a ciò che accadde nella Chiesa antica, ma che resta paradigmatico per noi anche oggi. Essa [soprattutto con Origene] ha avuto la grande intuizione che la proposta cristiana era l’adempimento e il grado più alto della “paideia” dell’uomo. «Riprendendo questa idea fondamentale e dandone una propria interpretazione, la religione cristiana si mostrò capace di offrire al mondo più di qualsiasi altra setta religiosa» [W. Jaeger, <em>Cristianesimo primitivo e paideia greca</em>, La Nuova Italia ed., Firenze 1966, pag. 93]. L’annuncio del Vangelo aveva individuato la struttura umana in cui radicarsi: l’uomo è un essere che raggiunge la pienezza della sua umanità solo mediante l’educazione. Ed è nella luce di una tale verità antropologica che la Chiesa si prende cura dell’uomo.</p>
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		<title>Caro Fini a chi giova spaccare con Berlusconi?</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 14:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;on Maurizio Lupi, vice presidente della Camera dei deputati dice la sua dopo il litigio televisivo di qualche giorno fa con Bocchino e Urso.

&#8220;Caro Fini, a chi giova l’inutile spaccatura con  Berlusconi?&#8221; 
di M.Lupi 
Sono ancora vivi gli echi dell’acceso diverbio  televisivo con Italo Bocchino e Adolfo Urso avvenuto durante la trasmissione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-family: arial; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;">L&#8217;on Maurizio Lupi, vice presidente della Camera dei deputati dice la sua dopo il litigio televisivo di qualche giorno fa con Bocchino e Urso.</div>
<div style="font-family: arial; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"></div>
<div style="font-family: arial; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 10pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none;"><span style="font-family: Dotum; font-size: small;"><strong>&#8220;Caro Fini, a chi giova l’inutile spaccatura con  Berlusconi?&#8221; </strong></span></div>
<div><span style="font-family: Dotum;"><strong>di M.Lupi </strong></span></div>
<p><span style="font-family: Dotum;">Sono ancora vivi gli echi dell’acceso diverbio  televisivo con Italo Bocchino e Adolfo Urso avvenuto durante la trasmissione di  Gianluigi Paragone “L’ultima parola”. Il video che lo documenta rimane a oggi  uno dei più cliccati su youtube.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">Ed è proprio da questa constatazione che vorrei  partire per giudicare quanto sta accadendo nella politica italiana e nel Pdl.  Anzitutto una politica rissosa e urlata attira i tifosi, ma allontana i  cittadini perché non si pone come servizio e non dà spazio alla centralità della  persona e alla costruzione del bene comune. In una parola non è ciò che dovrebbe  essere.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">Questo non significa che non debba esserci  confronto, anche acceso se necessario, ma mai e poi mai deve venire meno il  rispetto dell’altro e della sua storia. Valgono ancora i continui richiami del  Presidente Napolitano per una politica che non veda nell’altro il nemico da  abbattere, ma sia protesa alla costruzione del bene comune, all’interno di un  contesto di reale “bipolarismo mite”.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">L’aspetto più grave infatti del dibattito non  sono state le urla, che possono anche essere indice di passione politica, quanto  il fatto che per sostenere una posizione si arrivi ad attaccare la mia radice,  la mia storia, ciò che ho di più caro, Comunione e Liberazione, movimento  ecclesiale di educazione alla fede.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">È infatti grazie alla propria storia e agli  ideali che ciascuno vive che si possono costituire partiti e fare presenza  politica. E la solidarietà che ho ricevuto da tantissimi colleghi è innanzitutto  la stima nei confronti di una esperienza personale mia e di altri amici che in  piena libertà e assumendosi la propria responsabilità continuano a vivere quella  storia.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">In secondo luogo il dibattito interno al Pdl. Le  posizioni espresse in questi giorni risultano alla maggioranza degli italiani  incomprensibili, più legate a personalismi che non a questioni di fondo. Tanto  che si è partiti dalla volontà di costituire gruppi autonomi per arrivare alla  richiesta di poter esprimere e difendere le proprie idee, cosa non solo  legittima, ma scontata.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">Incomprensibile anche perché il Governo è uscito  rafforzato dall’ultima tornata elettorale nella sua leadership e nella sua  alleanza. Ci aspettano quindi tre anni di governo nei quali procedere spediti  verso la sfida del cambiamento e delle riforme. A partire da quelle già  instradate, come il federalismo fiscale, il lavoro, la riforma  dell’università.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">In terzo luogo il rapporto con la Lega.  L’immagine che meglio sintetizza la forza di questo governo è l’abbraccio in  piazza San Giovanni tra Berlusconi e Bossi. Non solo frutto di condivisione  politica, ma anche di amicizia. Si è insieme per governare e l’alleato non è il  tuo nemico, contribuisce con te all’attuazione del programma di governo. Il suo  successo è anche il tuo. Il Pdl non può quindi tornare a essere un partito  vecchio, un partito delle correnti che lo stesso Fini aveva definito come  “metastasi della politica”.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">Il Pdl è un partito dove si incontrano storie  diverse, ma unite da un’unica concezione della persona, della libertà, della  responsabilità, della sussidiarietà. La ricchezza delle storie è parte  integrante della sfida per applicare concretamente e tradurre questi principi in  atti di governo. E in nessun modo inficia la concezione di fondo e gli ideali  del Partito.</span></p>
<p><span style="font-family: Dotum;">Queste idee sono quelle che hanno caratterizzato  l’attività del Governo Berlusconi e di cui gli anni di guida di Roberto  Formigoni della regione Lombardia sono una traccia. Su questo saremo  giudicati.</span></p>
<p align="center"><span style="font-family: Dotum;">Maurizio Lupi</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il giudizio sulla lettera del Papa ai cattolici di Irlanda</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 16:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Più grande del peccato

Ci sarebbe da discutere a lungo, sulle vicende che hanno portato Benedetto XVI a scrivere la sua Lettera ai cattolici d’Irlanda. E si potrebbe farlo partendo dai fatti, da numeri e dati che &#8211; letti bene &#8211; dicono di una realtà molto meno imponente di quanto possa sembrare dalla campagna feroce dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Più grande del peccato</h1>
<h5></h5>
<p>Ci sarebbe da discutere a lungo, sulle vicende che hanno portato Benedetto XVI a scrivere la sua <em>Lettera ai cattolici d’Irlanda</em>. E si potrebbe farlo partendo dai fatti, da numeri e dati che &#8211; letti bene &#8211; dicono di una realtà molto meno imponente di quanto possa sembrare dalla campagna feroce dei media. Oppure dalle contraddizioni di chi, sugli stessi giornali, accusa &#8211; a ragione &#8211; certe nefandezze, ma poche pagine più in là giustifica tutto e tutti, specie in materia di sesso. Si potrebbe, e forse aiuterebbe a capire meglio il contesto di una Chiesa davvero sotto attacco, ben al di là dei suoi errori. Solo che il gesto umile e coraggioso del Papa ha spostato tutto più in là. Verso il cuore della questione.<br />
Chiaro, la ferita c’è. Ed è gravissima. Di quella specie che ha fatto dire parole di fuoco a Cristo («Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina e fosse gettato negli abissi…») e ai suoi vicari.<br />
C’è la sporcizia, nella Chiesa. Lo disse chiaro e forte lo stesso Joseph Ratzinger nella Via Crucis di cinque anni fa, poco prima di diventare Papa, e non ha smesso mai di ricordarlo dopo, con realismo. C’è il peccato, anche grave. C’è il male e l’abisso di dolore che il male si porta dietro. E c’è l’esigenza di fare tutto il possibile &#8211; pure con durezza &#8211; per arginare quel male e riparare a quel dolore. Il Papa lo sta già facendo, e la sua <em>Lettera</em> lo ribadisce con forza, quando chiede ai colpevoli di risponderne «davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali».<br />
Ma proprio per questi motivi il vero cuore della questione, il <em>focus</em> dimenticato, sta altrove. Accanto a tutti i limiti e <em>dentro</em> l’umanità ferita della Chiesa c’è o no qualcosa di più grande del peccato? Di <em>radicalmente</em> più grande del peccato? C’è qualcosa che può spaccare la misura inesorabile del nostro male? Qualcosa che, come scrive il Pontefice, «ha il potere di perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali»?<br />
«Ecco dunque il punto: Dio si è commosso per il nostro niente», ricordava don Giussani in una frase usata da Cl per il Volantone di Pasqua: «Non solo: Dio si è commosso per il nostro tradimento, per la nostra povertà rozza, dimentica e traditrice, per la nostra meschinità. È una compassione, una pietà, una passione. Ha avuto pietà per me».<br />
È questo che porta la Chiesa nel mondo, e non certo per merito, bravura o tantomeno coerenza dei suoi: la commozione di Dio per la nostra meschinità. Qualcosa di più grande dei nostri limiti. L’unica cosa <em>infinitamente</em> più grande dei nostri limiti. Se non si parte da lì, non si capisce nulla. Impazzisce tutto, letteralmente.<br />
È capitato &#8211; capita &#8211; anche a noi di schivare quella commozione, di sfuggirla. A volte è nella Chiesa stessa che si riduce la fede a un’etica e la moralità a un’impossibile rincorsa solitaria alle leggi, quasi che aver bisogno di quell’abbraccio fosse una cosa di cui doversi vergognare. Ma se si dimentica Cristo, se si fa fuori la misura totalmente diversa che Lui introduce nel mondo ora, <em>attraverso</em> la Chiesa, non si hanno più i termini per capire e giudicare la Chiesa stessa.<br />
Allora diventa facile confondere l’attenzione per le vittime e il riguardo per la loro storia con un silenzio connivente, e la prudenza verso i colpevoli veri o presunti – accusati, magari, sulla base di voci affiorate dopo decenni – con la voglia di «insabbiare» (che pure a volte, evidentemente, c’è stata). Diventa quasi inevitabile straparlare di celibato senza sfiorare nemmeno il valore reale della verginità. E diventa impossibile capire perché la Chiesa può essere dura e materna insieme, con i suoi sacerdoti che sbagliano. Può punirli con severità e chiedere loro di scontare la pena e riparare al male (lo ha già fatto, non da oggi; e lo farà, sempre), ma senza spezzare &#8211; se possibile &#8211; il filo di un legame, perché è l’unica cosa che può redimerli. Può chiedere ai suoi figli «siate perfetti come è perfetto il Padre vostro» non per domandare un’impossibile irreprensibilità, ma per richiamare una tensione a vivere la stessa misericordia con cui ci abbraccia Dio («siate misericordiosi come è misericordioso il Padre che è nei cieli»).<br />
È proprio per questo che la Chiesa può educare. Che, in fondo, è la vera questione messa in discussione da chi la sta accusando («vedete che sbagliano anche i preti, e di brutto? Come facciamo ad affidargli i nostri bambini?»), come se il suo essere maestra dipendesse tutto dalla coerenza dei suoi figli, e non da Lui. Da Cristo. Dalla Presenza che – tra tutti gli errori e gli orrori commessi &#8211; rende possibile nel mondo un abbraccio come quello del <em>Figliol prodigo</em> ritratto da Chagall nello stesso Volantone. Lì, accanto alla frase di Giussani, ce n’è un’altra, di Benedetto XVI: «Convertirsi a Cristo significa in fondo proprio questo: uscire dall’illusione dell’autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza &#8211; indigenza degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono».<br />
Ecco, l’abbraccio di Cristo, dentro la nostra umanità ferita e indigente e al di là del male che possiamo compiere. Se la Chiesa – con tutti i suoi limiti &#8211; non avesse questo da offrire al mondo, persino alle vittime di quelle barbarie, allora sì che saremmo perduti. Perché il male ci sarebbe sempre. Ma sarebbe impossibile vincerlo.</p>
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		<title>L&#8217;on. Lupi a Imola sabato alle 17</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:16:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[sabato  13 marzo dalle ore 17 incontriamo Paolo Foschini ( candidato alla regione Emila  Romagna del Pdl ) e l’On. Maurizio  Lupi ( vicepresidente della Camera dei  deputati ) presso il Forum Cafè di Imola.
Vuole  essere un momento di dialogo con i 2 personaggi aperto a tutti coloro che lo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sabato  13 marzo dalle ore 17 incontriamo Paolo Foschini ( candidato alla regione Emila  Romagna del Pdl ) e l’On. Maurizio  Lupi ( vicepresidente della Camera dei  deputati ) presso il Forum Cafè di Imola.</p>
<p>Vuole  essere un momento di dialogo con i 2 personaggi aperto a tutti coloro che lo  desiderano,  è una  importante occasione per   farsi una idea di qual è la posta  in gioco politica sia a livello regionale che nazionale.</p>
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		<title>La sentenza del TAR della Lombardia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 11:29:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A quanti anno ancora dubbi sulla questione Lombardia, dopo aver consigliato l&#8217;ascolto della conferenza stampa di Formigoni, consiglio la lettura della sentenza del TAR della Lombardia che ammette legittimo il ricorso della lista di Formigoni contro la sua esclusione dal voto. E&#8217; evidente la palese strumentalizzazione fatta da chi vuole il PDL non in lizza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanti anno ancora dubbi sulla questione Lombardia, dopo aver consigliato l&#8217;ascolto della conferenza stampa di Formigoni, consiglio la lettura della sentenza del TAR della Lombardia che ammette legittimo il ricorso della lista di Formigoni contro la sua esclusione dal voto. E&#8217; evidente la palese strumentalizzazione fatta da chi vuole il PDL non in lizza alle regionali.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/documents/1267902305598_ordinanza.pdf">http://www.ansa.it/documents/1267902305598_ordinanza.pdf</a></p>
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		<title>Comunicato del PDL imolese</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 13:12:48 +0000</pubDate>
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Coordinamento cittadino Imola
 
 
 
 
COMUNICATO STAMPA
 
Il PDL imolese esprime tutta la sua solidarietà al Presidente Napolitano oggetto di pesanti critiche ed offese per aver assunto l’unica decisione ragionevole in difesa del diritto di milioni di italiani di esercitare democraticamente il loro voto alle prossime elezioni regionali.
Non è certamente mia intenzione difendere il [...]]]></description>
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<p align="center"><strong>Coordinamento cittadino Imola</strong></p>
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<p><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
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<p>Il PDL imolese esprime tutta la sua solidarietà al Presidente Napolitano oggetto di pesanti critiche ed offese per aver assunto l’unica decisione ragionevole in difesa del diritto di milioni di italiani di esercitare democraticamente il loro voto alle prossime elezioni regionali.</p>
<p>Non è certamente mia intenzione difendere il dilettantistico operato di chi non ha rispettato le regole nell’atto di presentare le liste elettorali ma è mio dovere richiamare i censori di giornata a prendere atto che al di là e prima delle sagge e corrette decisioni del nostro Presidente, i TAR della Lombradia e del Lazio avevano già riconosciuto il diritto al PDL di partecipare legittimamente al voto riconoscendo che prima del formalismo burocratico serve andare alla sostanza della questione, quella sostanza che i partiti di opposizione PD, IDV ed UDC si rifiutano di prendere in considerazione nella sola illusoria speranza di vincere le elezioni incapaci di farlo attraverso il libero voto aperto a tutti i cittadini italiani.</p>
<p>A questi partiti poi ricordo, ma lo sanno bene, che “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.</p>
<p>Invocare oggi il rispetto delle regole tante volte da loro stessi infrante (esempi a non finire a richiesta), appellarsi al rispetto della Costituzione e soprattutto sconfessare l’operato del Presidente della Repubblica Italiana fino a chiederne l’incriminazione per alto tradimento solo perché ha agito contro una  insensata pretesa dei partiti di sinistra è esercizio di pura ipocrisia e, pur dubitandone, mi auguro abbiano il pudore di chiedere scusa.</p>
<p>Grazie Presidente</p>
<p>Alessandro MIRRI</p>
<p>Coordinatore PDL Imola</p>
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		<title>Peccato! Ancora una volta i Vescovi sono censurati</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ di questi giorni il comunicato firmato da tutti i Vescovi dell’ Emilia – Romagna indirizzato ai fedeli delle loro comunità in vista delle elezioni regionali di fine marzo. Ma come capita sovente in questi casi, quando cioè i Vescovi si esprimono su certe questioni, i nostri giornali (con la lodevole eccezione dell’ Avvenire ) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di questi giorni il comunicato firmato da tutti i Vescovi dell’ Emilia – Romagna indirizzato ai fedeli delle loro comunità in vista delle elezioni regionali di fine marzo. Ma come capita sovente in questi casi, quando cioè i Vescovi si esprimono su certe questioni, i nostri giornali (con la lodevole eccezione dell’ Avvenire ) non hanno ritenuto opportuno darne adeguata comunicazione e della cosa non mi stupisco affatto.</p>
<p>Su cosa scrivono in Vescovi che tanto da fastidio? Invitano i credenti a riflettere sul prossimo voto amministrativo a partire da quanto la  “Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato, e che l’attuale Pontefice Benedetto XVI ha mirabilmente sintetizzato nell’espressione ‹‹<strong>valori non negoziabili</strong>››”: difesa della dignità della persona umana, sacralità della vita fin dal suo concepimento fino alla morte naturale, libertà religiosa, libertà di educazione, sacralità della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna responsabilmente aperta alla paternità e alla maternità, libertà di intrapresa in funzione del bene della persona e del bene comune, il diritto ad un lavoro dignitoso, l’accoglienza ai migranti, lo sviluppo della giustizia, la promozione della pace, il rispetto del creato.</p>
<p>I Vescovi affermano che  “ la Chiesa non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica […] mantenersi assolutamente estranea a qualsiasi partito o schieramento politico […] ma ( e qui sta il punto ) ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione quali valori umani fondamentali sono in questione, e giudicare quale parte politica […] dia maggior affidamento per la loro difesa e promozione”.</p>
<p>Allora come credente e come cattolico mi faccio alcune domande.</p>
<p>Può in tutta coscienza un cattolico esprimere il proprio voto a favore di una parte politica che nella nostra regione ha recentemente votato un provvedimento che equipara le coppie gay alla famiglia naturale?</p>
<p>Con quale coerenza si potrà esprimere il proprio sostegno a quel partito che della famiglia e della vita ne fa la sua bandiera e poi sceglie di allearsi in Piemonte con il governatore Bresso senza pregiudizio alcuno apertamente schierata a favore dell’ aborto?</p>
<p>E ancora, si possono sostenere coalizioni regionali che propagandano l’uso della pillola abortiva RU486 in palese inosservanza della legge 194?</p>
<p>Quanto poi alla libertà di educazione, quale libertà si riconosce alla famiglia nella scelta della scuola per i figli? Si può liberamente votare per quella parte politica che non riconosce questo diritto attraverso una legislazione regionale adeguata?</p>
<p>Si può votare per quanti riconoscono all’immigrato solo diritti scordando sempre i doveri nella insensata speranza di ottenerne poi il sostegno elettorale?</p>
<p>Le indicazioni dei nostri Vescovi al di là della comprensibile prudenza sono assolutamente chiare e non possono essere in alcun modo interpretate.</p>
<p>Alessandro MIRRI</p>
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		<title>Sul comunicato dei Vescovi dell&#8217; Emilia &#8211; Romagna</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 12:03:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La rilevante nota dei vescovi dell’E/R sulle elezioni (la bussola: i valori non  negoziabili) non ha sortito al momento reazioni, ma il Foglio la ripesca e  potete LEGGERLO  QUI.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: 'Century Gothic'; color: black; font-size: 10pt; font-weight: normal;">La rilevante nota dei vescovi dell’E/R sulle elezioni (la bussola: i valori non  negoziabili) non ha sortito al momento reazioni, ma il Foglio la ripesca e  potete <a href="http://www.liberailfuturo.it/be/servizi/downloadDoc.php?idunico=81cf5c2ef807e39974add5679468a538&amp;save=0">LEGGERLO  QUI.</a></span></strong></p>
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